Androgeni


Normali livelli circolanti di androgeni sono essenziali per il mantenimento della funzione riproduttiva nel maschio. La somministrazione di androgeni è stato uno dei più primi tentativi terapeutici effettuati allo scopo di migliorare i parametri seminali nei soggetti affetti da oligozoospermia. Il testosterone, somministrato ad alte dosi, è in grado di sopprimere la funzione testicolare e la produzione spermatica attraverso una riduzione della secrezione delle gonadotropine. L’osservazione che in alcuni pazienti oligozoospermici era possibile evidenziare un aumento della concentrazione degli spermatozoi in percentuali variabili dal 20 al 67% entro quattro mesi dalla sospensione del farmaco ha suggerito l’uso di questa particolare modalità di somministrazione del testosterone nel trattamento dell’infertilità maschile (testosterone-rebound therapy). Il testosterone poteva essere somministrato sia per via parenterale che orale. Tuttavia in molti pazienti la conta spermatica dopo terapia appariva più bassa rispetto ai valori iniziali o persisteva l’azoospermia. Charny e Gordon osservarono una percentuale di gravidanze dell’8% dopo testosterone-rebound therapy in uno studio eseguito su pazienti azoospermici, nei quali l’alterazione seminale era riconducibile ad un arresto maturativo testicolare. Tuttavia l’unico studio controllato su questa particolare terapia non ha documentato alcuna efficacia di questa forma di trattamento. Negli anni ottanta la testosterone-rebound therapy, anche per i suoi effetti tossici, è stata pertanto abbandonata. Con un diverso approccio terapeutico, migliorare cioè la funzione epididimale, delle ghiandole accessorie e possibilmente anche quella tubulare, negli ultimi vent’anni sono stati utilizzati due deboli composti androgenici. Il mesterolone, un derivato 5a -ridotto del testosterone che non influenza la secrezione delle gonadotropine, è stato utilizzato in monoterapia a concentrazioni variabili da 50 a 150 mg al giorno in diversi trials con modificazioni diverse dei parametri seminali. Gli studi più recenti e un’analisi condotta dall‘OMS non hanno documentato variazioni significative di tutti i parametri seminali analizzati e della percentuale di gravidanze rispetto ai valori precedenti al trattamento e al gruppo trattato con placebo. Allo stesso modo il testosterone undecanoato sembrava avere la capacità di migliorare i parametri seminali in studi controllati senza influenzare i livelli delle gonadotropine e del testosterone; tuttavia trials successivi non hanno confermato questi risultati e pertanto l’uso di questo composto merita ulteriori verifiche.Ormone rilasciante le gonadotropine (GnRH) L’uso del GnRH nel trattamento dell’oligozoospermia appare limitato e la maggior parte delle informazioni riguardo il suo utilizzo sono generalmente riferite ai soggetti affetti da ipogonadismo ipogonadotropo. L’ipotesi che nelle gravi oligozoospermie con importante danno tubulare gli elevati livelli di FSH potessero essere ricondotti ad una modificazione della secrezione dei pulse di GnRH ha indotto alcuni Autori ad utilizzare questo composto anche nel trattamento dell’oligozoospermia. La somministrazione di GnRH pulsatile a dosi fisiologiche (5-20µg ogni 90-120 minuti) è in grado di ridurre progressivamente le concentrazioni delle gonadotropine fino a riportarle in un range di normalità. Tuttavia gli effetti di questo trattamento sui parametri seminali in studi non controllati appaiono controversi e non permettono di trarre una conclusione definitiva sugli effetti di questa modalità di terapia.