Clomifene Citrato


Numerosi studi osservazionali avevano evidenziato che bassi dosaggi di CC (25-50 mg) somministrati per un periodo di 3-5 mesi sono in grado di migliorare le qualità seminali, mentre concentrazioni più elevate (200-400 mg) inducono una soppressione della spermatogenesi e una riduzione della concentrazione spermatica attraverso una down-regulation dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi. Ai primi studi degli anni sessanta che riportavano un miglioramento dei parametri seminali dopo il trattamento con questo farmaco seguirono una serie di trials da cui emergevano risultati contrastanti. Numerosi studi non controllati avevano riportato incrementi variabili della concentrazione spermatica e del tasso di gravidanza che variavano dallo 0 all’80% e nei quali la risposta al trattamento si osservava quasi esclusivamente nei pazienti con oligozoospermia lieve-moderata (> 10 milioni/mL); pochi sono invece gli studi controllati eseguiti in soggetti oligozoospermici e solo due di questi hanno riportato una risposta favorevole al trattamento. A questo va aggiunto che da tutti questi lavori emerge una grande variabilità sulla definizione di oligozoospermia, nei criteri di selezione dei pazienti, sui livelli basali delle gonadotropine e nell’interpretazione dei risultati. Alla luce di questi dati l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha condotto uno studio multicentrico in doppio cieco, placebo versus CC, nei soggetti affetti da oligozoospermia idiopatica che non ha documentato alcun miglioramento del tasso di gravidanza nei pazienti trattati con tale farmaco. Una meta-analisi in termini di percentuale di gravidanze dei soli studi controllati ha messo in luce un odds ratio (OR) di 1.27 (0.67-2.40, con intervallo di confidenza del 95%), che non appare significativo rispetto ai soggetti di controllo. L’insieme di questi risultati sembra sottolineare il mancato beneficio del trattamento con CC nei pazienti affetti da oligozoospermia idiopatica, anche se l’evidenza di una risposta favorevole in alcuni pazienti sembra suggerire l’esistenza di un sottogruppo di soggetti favorevole a questo tipo di trattamento.