PGCD – La Diagnosi Genetica Preconcepimento

March 25, 2011  
Inserito in: Attualità

La diagnosi genetica pre-concepimento è una procedura che permette di identificare la presenza di malattie genetiche o alterazioni cromosomiche analizzando i gameti femminili prima della loro fecondazione. La diagnosi genetica viene quindi eseguita sull’ovocita e non sull’embrione, superando molti problemi etici relativi alla diagnosi preimpianto effettuata sugli embrioni. Tale metodica è indicata in caso di patologie genetiche o cromosomiche di origine materna. La PCGD permette pertanto di evitare la produzione di embrioni con anomalie genetiche e il ricorso all’aborto tera-peutico.

PCGD di malattie monogeniche e alterazioni cromosomiche

La PCGD combina l’utilizzo delle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) con le più innovative ricerche in campo genetico e molecolare. La diagnosi viene effettuata sul primo globulo polare estratto dall’ovocita prima che avvenga la fecondazione da parte dello spermatozoo. Il primo globulo polare, che si forma durante la fase finale di maturazione della cellula uovo, non ha ruolo biologico e possiede un assetto genetico speculare rispetto all’ovocita. La rimozione del globulo polare non interferisce con il normale sviluppo dell’ovocita e non incide sul risultato della PMA. Tale metodica di diagnosi, che lo S.P.R.U. offre in convenzione con il Servizo Sanitario Nazionale, permette di conoscere, prima del concepimento “in vitro”, quali ovociti sono portatori di una specifica malattia genetica o alterazione cromosomica e di procedere alla fertilizzazione, mediante ICSI (iniezione di un singolo spermatozoo nell’ovocita), dei soli ovociti sani, finalizzata all’ottenimento di embrioni (da trasferire poi in utero) non portatori della specifica malattia genetica di cui è portatrice la coppia.

A chi è rivolta

La diagnosi genetica pre-concepimento è indicata in caso di patologie monogeniche ed alterazioni cromosomiche di origine materna. Con questa procedura non possono essere individuate malattie genetiche di origine paterna. Per le patologie legate al cromosoma X o autosomiche dominanti di origine materna ciò si traduce nella possibilità di selezionare gli ovociti senza la mutazione e quindi di formare embrioni sani. Per le patologie autosomiche recessive (in cui entrambi i genitori sono “portatori sani”) si possono invece ottenere embrioni sani o embrioni con la sola mutazione paterna, e quindi bambini a loro volta “portatori sani”. Presso lo S.P.R.U. questo metodo di diagnosi è stato al momento applicato a circa 35 malattie genetiche (tra le più frequenti fibrosi cistica, talassemia, emofilia), ma in linea generale può essere applicato a tutte quelle malattie genetiche per le quali è stato identificato il gene responsabile. Infatti, per ogni coppia viene messa a punto una diagnosi pre-concepimento personalizzata sulla base delle indicazioni fornite dalle indagini molecolari che vengono eseguite in fase preliminare sulla coppia e sulla famiglia della paziente (Set-up diagnostico).

Tecniche

MALATTIE MONOGENICHE: analisi di linkage mediante microsatelliti ed analisi diretta della mutazione mediante sequenziamento

La PCGD viene eseguita mediante tecniche di biologia molecolare per studiare la mutazione sia direttamente che indirettamente mediante marcatori di segregazione allelica (microsatelliti), i quali permettono di identificare il profilo genico della famiglia in esame. Lo scelta dei microsatelliti che sono associati (linkage) con il gene coinvolto nella patologia viene effettuata durante la cosiddetta fase di “set up”. Mediante questa tecnica si possono quindi selezionare gli ovociti senza la specifica alterazione genetica per la quale l’indagine è stata richiesta.

ALTERAZIONI CROMOSOMICHE: CGH-array

La PCGD consente, inoltre, di selezionare gli ovociti che non presentano alterazioni cromosomiche, come ad esempio amplificazioni (duplicazioni), delezioni e traslocazioni sbilanciate. Nel caso delle traslocazioni cromosomiche (motivo principale della richiesta di tale tecnica), la metodica CGH permette di evidenziare gli sbilanciamenti cromosomici (perdita o guadagno di materiale genetico) dovuti alla traslocazione presente nella portatrice. Non permette invece di evidenziare se l’ovocita è portatore di una traslocazione bilanciata, come nella madre. Tale procedura permette invece di identificare anche anomalie cromosomiche di tipo numerico (aneuploidie) a carico di tutti i cromosomi (22 autosomi e cromosoma X).

Il percorso del paziente per il trattamento di PCGD

Per l’esecuzione della PCGD sono previste le seguenti fasi:

FASE 1 Consulenza genetica e colloquio informativo

FASE 2 Esecuzione sami clinici, eventuali esami sui familiari e colloquoi con ginecologo e

andrologo

FASE 3 Ottimizzazione del protocollo diagnostico per PCGD (set up diagnostico)

FASE 4 Trattamento di PMA (timolazione della funzione ovarica, prelievo degli ovociti)

FASE 5 Biopsia del primo globulo polare

FASE 6 Analisi genetica del primo globulo polare

FASE 7 Fecondazione degli ovociti sani

FASE 8 Trasferimento degli embrioni in utero

Informazioni

Programma di Diagnosi Genetica Pre-Concepimento

Servizio per la Patologia della Riproduzione Umana (S.P.R.U.)

Azienda Ospedaliera-Università di Padova

c/o Centro Clinico Ambulatoriale

Via Modena 9 – 35128 Padova

Tel. 049 821 8398

Fax 049 821 8186

Laboratorio di Biologia Molecolare

 

Staff

Direttore S.P.R.U.

Prof. Carlo Foresta

Responsabile medico-scientifico

Dr. Alberto Ferlin

tel. 049 821 8519, 335 1425822, fax 049 821 8520, alberto.ferlin@unipd.it

 

 

 

 

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